QUANTI CINGHIALI CI SONO IN ITALIA? Tutta la verità sull'emergenza
25/02/2026
Quanti cinghiali ci sono in Italia? Numeri ufficiali, mappe e crescita nel 2026
Tra danni agricoli, incidenti stradali e peste suina africana (PSA), la presenza del cinghiale è diventata un tema nazionale.
Oggi, grazie al Piano di Azione Nazionale 2026-2028 pubblicato in Gazzetta Ufficiale dal Commissario straordinario alla PSA, abbiamo le stime più aggiornate e tecnicamente difendibili mai rese pubbliche.
Ma attenzione: non esiste un censimento “capo per capo”.
Le cifre sono il risultato di modellazioni indirette.
Quanti cinghiali ci sono in Italia nel 2026?
Secondo il Piano nazionale 2026-2028, la popolazione italiana (Sardegna esclusa) è stimata tra:
1.000.000 e 1.500.000 di capi
Stima mediana utilizzata nei calcoli ufficiali: circa 1.250.000 esemplari.
Si tratta di una valutazione indiretta basata su:
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numero di abbattimenti annuali
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tasso medio di prelievo
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modelli di crescita della specie
Nel biennio 2023-2024 sono stati rimossi 346.479 cinghiali (dato ufficiale).
Assumendo che il prelievo rappresenti il 35-45% della popolazione annua, si arriva alla forchetta 1-1,5 milioni.
Perché non esiste un numero preciso?
Metodi scientifici come:
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Capture-Mark-Recapture
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Distance Sampling
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Random Encounter Model
funzionano su aree limitate, non su scala nazionale. Per questo l’Italia utilizza stime modellate e dati di gestione venatoria.
Perché Coldiretti parla di 2,3 milioni di cinghiali?
Coldiretti continua a citare la cifra di 2,3 milioni di capi.
La differenza rispetto alla stima istituzionale dipende da:
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inclusione di aree periurbane difficili da monitorare
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stima di prelievi non rendicontati
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approccio più prudenziale (o pessimista) sulla crescita reale
Il Piano nazionale adotta la forchetta 1-1,5 milioni perché ritenuta scientificamente più robusta secondo i dati ISPRA e le modellazioni ENETWILD 2025.
Crescita dei cinghiali: cosa è successo negli ultimi 15 anni?
Il trend storico è chiaro.
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2010: circa 500.000 capi stimati
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2020: circa 1.000.000
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2021: circa 1.500.000 (stima ISPRA)
In dieci anni la popolazione è sostanzialmente raddoppiata.
Nel frattempo:
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i prelievi sono aumentati del 45% tra 2015 e 2021
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media annua di circa 300.000 capi abbattuti
Nonostante l’aumento degli abbattimenti, la specie ha mantenuto una forte capacità di riproduzione.
Il Piano 2026-2028: quanti cinghiali verranno abbattuti?
Il nuovo obiettivo nazionale è ambizioso:
416.000 capi rimossi nel primo anno (maggio 2026 – aprile 2027)
Si tratta di un incremento di circa il 20% rispetto al periodo precedente.
La letteratura scientifica citata nel Piano (Pepin 2017, Croft 2020) indica che per ottenere una riduzione drastica in 3-5 anni servirebbe rimuovere il 70-80% della popolazione annua, obiettivo difficilmente sostenibile.
Il target attuale è intorno al 33% della popolazione stimata.
Traduzione tecnica:
la misura punta alla stabilizzazione e contenimento, più che a una rapida eradicazione.
Dove sono più numerosi i cinghiali? Le mappe di densità
Le aree a maggiore densità restano:
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Appennino centrale
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Toscana
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Lazio
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Umbria
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Calabria
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Prealpi
Le modellazioni ENETWILD 2025 indicano:
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densità medie nazionali tra 3 e 6 capi/km²
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picchi locali molto più elevati in aree protette o abbandonate
È importante sottolineare che si tratta di densità modellate, non di censimenti diretti.
Cinghiali e Peste Suina Africana (PSA)
La diffusione della PSA è strettamente collegata alla densità dei cinghiali.
Il virus si trasmette principalmente tra suini selvatici e alte concentrazioni favoriscono:
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persistenza ambientale del virus
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diffusione territoriale
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rischio di salto agli allevamenti
Nel 2026 il Nord-Ovest è in fase di contenimento, mentre l’Appennino rappresenta l’area di maggiore attenzione sanitaria.
Danni economici: quanto costano i cinghiali all’Italia?
Coldiretti stima:
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oltre 17-20 milioni di euro annui di danni causati dai soli cinghiali
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circa 200 milioni complessivi da fauna selvatica
Le colture più colpite:
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mais
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vigneti
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orti
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pascoli
In alcune regioni del Centro Italia i danni risultano in aumento anche nel 2025.
I cinghiali stanno aumentando nel 2026?
I dati ufficiali indicano che:
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la crescita esplosiva degli anni 2010-2020 sembra rallentata
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l’attuale piano punta al contenimento strutturale
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una riduzione significativa richiederebbe sforzi ancora maggiori
La situazione nel 2026 appare più controllata rispetto al passato, ma non risolta.
Domande frequenti sui cinghiali in Italia
Quanti cinghiali vengono abbattuti ogni anno?
Negli ultimi anni circa 300.000-350.000 capi, con obiettivo 416.000 nel 2026-2027.
Qual è la regione con più cinghiali?
Le densità maggiori si registrano in Appennino centrale e in alcune aree di Toscana e Lazio.
Perché il numero varia tra 1 milione e 2,3 milioni?
Perché non esiste un censimento diretto nazionale: si tratta di stime con metodologie differenti.
I cinghiali si riproducono rapidamente?
Sì. Una femmina può partorire anche 4-8 piccoli all’anno, con elevata sopravvivenza in ambienti favorevoli.
Conclusione: emergenza o gestione strutturale?
Nel 2026 l’Italia dispone finalmente di:
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una base dati più chiara
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un Piano nazionale coordinato
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obiettivi numerici definiti
Il numero più prudente e istituzionale oggi resta:
tra 1 e 1,5 milioni di cinghiali in Italia
Non un’invasione incontrollata, ma una popolazione che richiede gestione costante, scientifica e coordinata.
La vera sfida non è conoscere il numero esatto.
È mantenerlo sotto controllo nei prossimi anni.