Il Segreto della Lama con Cresta: Pennato Toscano tra Storia Millenaria e Maestro della Potatura
Il pennato toscano (o semplicemente "pennato") è un antico strumento agricolo tipico della Toscana, particolarmente diffuso nelle zone rurali e montane come le Alpi Apuane.
Si tratta di una variante della roncola, un attrezzo manuale con lama curva e uncinata, ma il pennato si distingue per la presenza di una "penna" – un'appendice tagliente sul dorso della lama – che lo rende multifunzionale, simile a un'ascia.
Colloquialmente in Toscana, i termini "roncola" e "pennato" sono spesso intercambiabili, indipendentemente dalla presenza della penna. Di seguito, una ricerca approfondita basata su fonti storiche, archeologiche ed etnografiche, che esplora le sue origini, il suo sviluppo e il suo ruolo nelle tradizioni agricole toscane.
Origini e Storia: Dalle Età Antiche all'Epoca Medievale
Il pennato ha radici profonde nella preistoria e nell'antichità toscana, legato all'evoluzione dell'agricoltura e della silvicoltura in un territorio collinare e montuoso come la Toscana.
Non nasce come un'invenzione improvvisa, ma evolve da strumenti preistorici per il taglio della vegetazione, adattandosi alle esigenze di popoli antichi che vivevano in simbiosi con la natura.
- Età del Bronzo e Preistoria (circa 2200-1000 a.C.): Le prime tracce del pennato risalgono all'Età del Bronzo, quando veniva usato sia come arma (falx arborea, o "falce arborea") che come strumento di lavoro. Incisioni rupestri sulle Alpi Apuane – oltre 100 siti identificati, come il Ripiano dei Pennati sul Monte Gabberi, la Cresta dell'Anguillara e la Roccia del Sole – raffigurano lame pennate attribuite ai Liguri Apuani (IV-III secolo a.C.). Queste incisioni, datate intorno al 2200 anni fa, mostrano il pennato come simbolo di vita montana, spesso sovrapposte a croci cristiane per "cristianizzare" antichi culti pagani legati alla fertilità della terra e alle selve. Il nome "pennato" deriva forse da "pen" (monte o vetta in latino), evocando il suo uso nei boschi alpini.
- Epoca Etrusca e Romana (VIII secolo a.C. - V secolo d.C.): Gli Etruschi, maestri dell'agricoltura toscana (coltivazione di ulivi, viti e cereali), lo adottarono per disboscare e potare. Bronzetti votivi del III secolo a.C. trovati ad Albenga lo raffigurano, e un sarcofago romano del II secolo d.C. ne testimonia l'uso. Lo storico Tito Livio (Ab Urbe Condita) descrive strumenti simili usati in guerra dai Tusci, mentre il dio Silvano (divinità delle selve) è associato al pennato in epigrafi romane, come un ritrovamento nella cava di Gioia a Carrara (1924). In questo periodo, il pennato serviva per preparare il terreno all'aratro romano, integrandosi nella "cucina povera" etrusco-romana basata su cereali e olive.
- Medioevo e Rinascimento (V-XVI secolo): Con la caduta dell'Impero Romano e le invasioni barbariche, il pennato divenne essenziale per l'agricoltura di sussistenza nei ducati longobardi e bizantini di Tuscia (l'antica Toscana). Nel Medioevo, nei contesti rurali toscani (come documentato in testi come il Libro del Biadaiolo di Firenze, XIII secolo), era usato per la mezzadria – il sistema di mezzadria che dominava la Toscana fino al XX secolo. I monaci cistercensi lo integrarono nelle loro innovazioni agricole, razionalizzando il taglio del sottobosco per espandere i campi. Dal Rinascimento, con i Medici, il pennato simboleggiò la "rusticità toscana" nelle arti (es. incisioni di Giotto o Brunelleschi nei paesaggi rurali), e la sua produzione si concentrò in officine locali di Scarperia o Prato.
La sua evoluzione riflette la transizione da strumento bellico a agricolo: la lama uncinata per agganciare rami, la penna per spaccare legna, adattandosi al paesaggio toscano di uliveti, vigneti e boschi appenninici.

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A Cosa Serve: Funzioni Agricole e Tradizionali
Il pennato è uno strumento versatile, progettato per lavori manuali in ambienti difficili.
La sua lama (lunga 20-30 cm, curva come un uncino, affilata sul lato concavo) è montata su un manico corto di legno o cuoio (per controllo preciso) o lungo (per reach).
La penna sul dorso lo rende "due-in-uno": roncola per tagliare, ascia per colpire.
| Funzione Principale |
Descrizione |
Contesto d'Uso in Toscana |
| Potatura e Pulizia Ulivi |
Taglio dei succhioni (germogli parassiti) e rimozione del sottobosco per favorire la crescita di olive e viti. |
Uliveti collinari (Chianti, Val d'Orcia); essenziale per la produzione di olio DOP toscano. |
| Disboscamento e Taglio Legna |
Abbattimento arbusti, piccoli rami e taglio del sottobosco prima dell'uso di accette per tronchi grossi. |
Boschi apuani e appenninici; per燃料 domestico e preparazione campi. |
| Giardinaggio e Manutenzione |
Sfoltire siepi, erbacce e vegetazione; spaccare legna per fuochi. |
Orti familiari e poderi; in versioni moderne per paesaggistica. |
| Usi Secondari |
Come arma difensiva in contesti rurali storici; per scavare cave (es. calcarenite siciliana, ma simile in Toscana). |
Tradizioni contadine; proverbi come "Runca porta pani" (la roncola porta pane) enfatizzano il suo ruolo nella sopravvivenza. |
Tradizioni e Significato Culturale in Toscana
Il pennato non è solo uno strumento: incarna l'identità rurale toscana, legata a feste, canti e riti.
- Simbolismo e Riti: Associato a Silvano, dio delle selve, era offerto in templi etruschi. Nelle Alpi Apuane, le incisioni rupestri lo elevano a emblema pagano, poi cristianizzato con croci – un ponte tra antico e medievale. In tradizioni popolari, appare in proverbi siciliani-toscani ("Runca e cuteḍḍu fannu l'àrbulu beḍḍu" – roncola e capretto fanno l'albero buono), simboleggiando il lavoro che nutre.
- Nella Cultura Rurale: Nei canti popolari toscani (es. cori come "La Martinella" di Firenze), il pennato evoca il lavoro dei boscaioli e mezzadri. Artisti contemporanei come Keane (Barga, 2019) lo celebrano in mostre, raccogliendo pennati antichi per esplorarne l'evoluzione. Nella mezzadria (fino agli anni '60), era trasmesso di padre in figlio, parte del corredo contadino.
- Oggi e Preservazione: Con la meccanizzazione agricola (post-1950), il suo uso è calato, ma rivive in agriturismi, etnografia e bioparchi. Progetti come quelli dell'ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo) lo integrano in percorsi etnobotanici, legandolo a erbe selvatiche e sostenibilità. È un "patrimonio immateriale" toscano, tutelato indirettamente dal DOP per prodotti agricoli locali.
In sintesi, il pennato toscano nasce dall'ingegno preistorico per domare la natura toscana e serve a trasformare il paesaggio rurale, dalla potatura all'energia domestica.
La sua storia intreccia archeologia, agricoltura e folklore, rendendolo un'icona di resilienza contadina.
Se visiti la Toscana, cerca incisioni apuane od officine artigiane per toccare con mano questa tradizione viva.
Nomi dialettali toscani del pennato (molto importanti per la tradizione orale)
- Pennato / pennatino → nome più diffuso in tutta la Toscana centrale e settentrionale
- Róncola pennuta o ronca pennata → Garfagnana, Lunigiana, Versilia
- Mannarino pennuto → provincia di Lucca e Massa-Carrara
- Scintella → Val di Chiana e Amiata (quando è più piccola e leggera)
- Falcetto da bosco → zona del Casentino
- Pennataccio → versione grande da disboscamento (detto anche “spaccasiepi”)
- Cornetta → nome antico usato nel Pratese e Pistoiese fino agli anni ’50
Misure e tipologie storiche documentate (con fonti)
- Pennato piccolo da ulivo → lama 18-22 cm, peso 400-500 g (ancora oggi il più venduto)
- Pennato medio da vigna e bosco → lama 25-28 cm, peso 600-750 g
- Pennato grande da castagno → lama 30-35 cm, usato per i “succhioni” grossi dei castagni (tipico Amiata e Casentino)
- Pennato da guerra → versione lunga fino a 50 cm con manico rinforzato, usata dai boscaioli-belligeranti nel Medioevo e ancora nel brigantaggio post-unitario (1861-1870)
Differenze tra pennato toscano e roncola “classica” di altre regioni
| Caratteristica |
Pennato Toscano |
Roncola classica (es. Veneto/Lombardia) |
| Presenza della “penna” |
Sempre presente |
Spesso assente |
| Curvatura lama |
Più accentuata (uncino vero) |
Più dolce |
| Manico |
Spesso in cuoio o corno |
Quasi sempre legno |
| Uso principale |
Ulivo + bosco |
Vite + frutteto |
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