🚀Spedizioni Gratis Da€ 150.00
Carrello 0

Riepilogo carrello

Il tuo carrello è vuoto

Prodotti nel carrello: 0
Totale prodotti: € 0,00

Prosegui al carrello

ELENCO ANIMALI UNGULATI: La Classificazione Definitiva

21/11/2025


L'ELENCO MAESTOSO degli ANIMALI UNGULATI: Specie, Habitat e Curiosità Incredibili

Gli ungulati rappresentano oggi la categoria di selvaggina più importante per i cacciatori italiani.
Grazie alla loro diffusione, al valore trofeistico e alla gestione faunistico-venatoria sempre più professionale, cinghiali, cervidi e bovidi selvatici dominano calendari venatori, piani di prelievo e discussioni nei circoli di caccia.
In questo articolo approfondiremo il significato del termine “ungulati”, le caratteristiche biologiche delle principali specie cacciabili in Italia e una tabella comparativa aggiornata per aiutare ogni cacciatore a riconoscere e selezionare correttamente gli animali in campo.


Cosa Sono gli Animali Ungulati? Significato e Caratteristiche

Il termine ungulato deriva dal latino ungula (zoccolo) e identifica i mammiferi che appoggiano il peso corporeo su unghie modificate e corificate: gli zoccoli.

In passato la classificazione era morfologica e divideva gli ungulati in:

  • Artiodattili (dita pari): cinghiale, cervo, capriolo, daino, camoscio, muflone, ecc.
  • Perissodattili (dita dispari): cavallo, rinoceronte, zebra (non cacciabili in Europa).

Oggi la filogenetica ha rivoluzionato la sistematica: gli ungulati terrestri tradizionali formano il clade degli Euungulata, mentre balene e delfini sono ungulati… ma acquatici!
Nel linguaggio venatorio italiano, però, quando si parla di “ungulati” ci si riferisce esclusivamente agli artiodattili selvatici cacciabili: Suidi (cinghiale), Cervidi (cervo, capriolo, daino) e Bovidi (camoscio e muflone).


Caratteristiche comuni degli ungulati cacciabili:

Digestione basata sulla fermentazione microbica (rumine nei ruminanti, cieco molto sviluppato nel cinghiale)
  • Zoccoli che si consumano naturalmente
  • Elevata capacità riproduttiva
  • Senso dell’olfatto sviluppato (tranne cervo e camoscio che privilegiano vista e udito)
  • Forte dimorfismo sessuale (maschi più grandi e armati: zanne, palchi o corna)
  • Importante valore trofeistico e carne di alta qualità

In Italia la gestione è demandata alle Regioni e si basa su piani di prelievo selettivi (per tutte le specie tranne il cinghiale, che può essere oggetto anche di controllo numerico).


Le Principali Specie di Ungulati Cacciabili in Italia – Schede Complete

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis e popolazioni ibride)

Il re indiscusso: oltre 2 milioni di capi stimati (ISPRA 2024).

  • Peso medio maschio adulto: 90-160 kg (record italiani oltre 280 kg in Sardegna e Maremma)
  • Zanne: le difese inferiori possono superare i 28 cm (record italiano 32,4 cm)
  • Riproduzione: 6-14 piccoli per parto, fino a 2 parti/anno in zone iper-trofiche
  • Longevità in natura: 8-10 anni, record 18 anni
  • Danni agricoli 2024: oltre 120 milioni di euro (Coldiretti)
  • Tecniche di caccia: braccata (80% dei prelievi), girata, selezione da altana con termocamera (sempre più diffusa)

Capriolo (Capreolus capreolus)

Il più diffuso cervide italiano (circa 750.000 capi).

  • Peso: 18-32 kg
  • Palchi: caduchi ogni anno (novembre-febbraio), crescita marzo-luglio
  • Trofeo oro CIC: oltre 130 punti (record italiano 168 punti – Veneto 2023)
  • Particolarità: impianto embrionale differito di 5 mesi (unico tra
  • Densità record: oltre 30 capi/100 ha in alcune province del Nord-Est
  • i cervidi europei)
  • Caccia: 100% selettiva, spesso con obbligo di accompagnatore per i primi 3 anni

Daino (Dama dama)

Specie introdotta, in forte espansione (oltre 150.000 capi).

  • Peso maschio: 70-110 kg
  • Palchi palmati spettacolari (medaglia oro oltre 200 punti CIC)
  • Record italiano: 228,45 punti (Toscana 2022)
  • Mantello: 4 varianti ufficiali (comune, nero, menil, bianco – quest’ultima non cacciabile)
  • Branito caratteristico “grugnito” molto diverso dal cervo

Cervo nobile (Cervus elaphus)

Il trofeo più ambito.

  • Popolazione italiana: circa 65.000 capi (Alpi + Appennino + Sardegna sottospecie corsa)
  • Peso maschio: 180-300 kg
  • Palchi: fino a 14-18 punte, peso oltre 12 kg
  • Record italiano: 238,6 punti (Alpi Orientali 2021)
  • Bramito: dal 10 settembre al 10 ottobre, picco intorno al 25 settembre
  • Migliori aree 2025: Tarvisiano, Parco Nazionale Abruzzo, Foreste Casentinesi

Muflone (Ovis orientalis musimon)

L’unico bovide selvatico cacciabile in Italia.

  • Popolazione: circa 18.000 capi (Sardegna popolazione autoctona, continente introdotto)
  • Corna permanenti: record italiano 98 cm lunghezza – 235 punti CIC
  • Peso: 40-55 kg maschio
  • Habitat preferito: zone aperte sopra i 800 m
  • Caccia: spesso a distanze superiori ai 300 metri, carabine in calibro 7mm o .300 Win Mag consigliate

Camoscio alpino (Rupicapra rupicapra)

Il “re delle Alpi”.

  • Popolazione: 110-120.000 capi solo sulle Alpi
  • Corna uncinate: oro CIC oltre 108-110 punti
  • Agilità leggendaria: salti di 7-8 metri in discesa
  • Migliori distretti: Gran Paradiso, Stelvio, Alpi Marittime
  • Stagione 2025: apertura anticipata in molti distretti dal 1° settembre per maschi adulti

Tabella Comparativa Ungulati

Specie Peso Medio ♂ (kg) Trofeo Max Italia (punti CIC) Diffusione Principale Tecnica Principale Periodo Migliore 2025/26
Cinghiale 90-180+ Zanne 130+ (armi bianche) Tutta Italia Braccata / Selezione Tutto l’anno (no chiusura totale)
Capriolo 22-32 165+ Nord e Centro Selezione altana Maggio-Luglio + Settembre
Daino 70-110 228+ Toscana, Umbria, Veneto Selezione Ottobre-Novembre
Cervo 180-300 238+ Alpi + Appennino Selezione bramito 10 Settembre - 10 Ottobre
Muflone 40-55 235+ Sardegna + zone introdotte Caccia in montagna Ottobre-Dicembre
Camoscio 35-50 115+ Solo Alpi Approccio alta quota Settembre-Novembre


Conclusione:

Gli ungulati non sono solo prede: sono la colonna portante della gestione faunistica moderna.
Una corretta selezione garantisce trofei sempre più belli, popolazioni in equilibrio e minor danni alle colture.
Nel 2025 assistiamo a un ulteriore aumento delle densità (soprattutto cinghiale e daino), ma anche a una qualità trofeistica in costante crescita grazie ai piani di prelievo selettivi obbligatori.

Per il cacciatore consapevole, conoscere perfettamente ogni specie – dal verso al comportamento, dal palco alla corona delle corna – è ormai obbligatorio.
Solo così la caccia agli ungulati rimane un’arte nobile, sostenibile e profondamente rispettosa della natura.
Buona caccia!


Domande Frequenti sugli Animali Ungulati

1. Quali sono gli ungulati cacciabili in Italia nel 2025? Sono 6 le specie ufficialmente cacciabili:

  • Cinghiale (Sus scrofa)
  • Capriolo (Capreolus capreolus)
  • Daino (Dama dama)
  • Cervo nobile (Cervus elaphus)
  • Muflone (Ovis orientalis musimon)
  • Camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) Lo stambecco è protetto ovunque tranne che in rarissimi casi di prelievo autorizzato in alcune colonie.

2. Quando apre e chiude la caccia agli ungulati 2025/2026?

Dipende dalla regione e dalla specie:

  • Cinghiale: in molte regioni (Toscana, Lazio, Piemonte, Lombardia…) apertura 1° ottobre o 1° novembre e nessuna chiusura fissa (prelievo tutto l’anno per contenimento).
  • Capriolo maschi: dal 1° giugno (o 15 giugno) al 15 luglio + dal 1° settembre in poi.
  • Cervo e daino: generalmente dal 1° settembre (maschi) e dal 1° gennaio per femmine e piccoli.
  • Camoscio e muflone: dal 1° settembre (in alcuni distretti anche dal 20 agosto) fino al 15 dicembre o 31 dicembre.

3. Posso cacciare gli ungulati senza accompagnatore? Dal 2023 in quasi tutte le regioni è obbligatorio l’accompagnatore abilitato per i primi 3 anni di caccia di selezione (capriolo, cervo, daino, muflone, camoscio). Solo il cinghiale in braccata è sempre libero.

4. Qual è la specie di ungulato più diffusa in Italia oggi? Il cinghiale: oltre 2 milioni di capi stimati nel 2025, presente in più del 90% del territorio nazionale.


5. Quale ungulato dà la carne più buona e pregiata? In ordine decrescente di valore commerciale e gusto (secondo macellai e ristoranti venatori):

  1. Camoscio (18-30 €/kg)
  2. Muflone
  3. Capriolo
  4. Cervo
  5. Daino
  6. Cinghiale (il più economico, ma ottimo se giovane)

6. Quanto costa in media un trofeo record in Italia? Valori dimercato 2025 (tra privati o aste):

  • Cervo 230+ punti CIC: 15.000–35.000 €
  • Daino 220+ punti: 8.000–18.000 €
  • Capriolo 140+ punti: 2.500–6.000 €
  • Muflone 230+ punti: 5.000–12.000 €
  • Camoscio 110+ punti: 3.000–8.000 €

7. È vero che i cinghiali si stanno ibridando con i maiali
domestici?


Sì, soprattutto al Centro-Nord. Gli ibridi (cinghiali-maiali) sono più fertili, partoriscono tutto l’anno e sono più difficili da gestire. In Toscana e Liguria rappresentano già il 20-30% della popolazione.


8. Quale calibro è obbligatorio per la caccia agli ungulati?

Per la selezione (cervo, daino, muflone, camoscio): energia minima alla bocca 1.500 Joule (es. 6,5 Creedmoor, .270 Win, 7x64, .308 Win, .30-06, .300 Win Mag, 9,3x62). Per il cinghiale in battuta sono ammessi anche calibri inferiori (es. .30-30 o 8x57 JRS) purché energia > 1.000 J a 100 m.


9. Posso cacciare ungulati con l’arco in Italia?

Sì, ma solo in alcune regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche) e solo per il cinghiale (in braccata o girata). Per la selezione è vietato ovunque.


10. Qual è l’ungulato più difficile da cacciare?

Il camoscio alpino: richiede ottima condizione fisica, conoscenza della montagna sopra i 2.000 m, distanze di tiro spesso superiori ai 250 m e capacità di valutazione rapida del trofeo sul campo




🟡 Prodotti Interessanti